Cos’è il cariofillene? Il cariofillene (di solito beta-cariofillene) è il terpene responsabile della nota speziata, pepata e legnosa di molte varietà di cannabis. Abbonda nel pepe nero e nei chiodi di garofano, e si trova anche in cannella, origano, rosmarino e luppolo. Ciò che lo rende insolito tra i terpeni è che interagisce direttamente con uno dei recettori cannabinoidi dell’organismo, motivo per cui ha attirato più interesse scientifico della maggior parte dei suoi parenti.
Che odore ha
Pensa a pepe nero appena macinato, a un chiodo di garofano, a un tocco di legno. Nella cannabis il cariofillene dà spesso all’aroma un bordo caldo e speziato, di solito accanto a note più terrose del mircene o più vivaci del limonene. È uno dei terpeni più facili da riconoscere una volta che hai il riferimento, e un buon esercizio con il metodo di come degustare la cannabis da professionista.
Un terpene un po’ diverso
Chimicamente, il cariofillene è un sesquiterpene: una molecola più grande e pesante dei monoterpeni come mircene, limonene o pinene. In pratica è un po’ meno volatile, tende a resistere più a lungo nel materiale essiccato ed evapora a una temperatura più alta dei terpeni leggeri. È uno dei motivi per cui la nota speziata resta percepibile quando gli aromi più vivaci sono già svaniti.
Perché interessa agli scienziati
L’organismo ha due principali recettori cannabinoidi, chiamati CB1 e CB2. Il THC agisce soprattutto sul CB1, legato ai suoi effetti inebrianti. Una ricerca di laboratorio pubblicata nel 2008 ha mostrato che il beta-cariofillene si lega in modo selettivo al CB2, associato soprattutto al sistema immunitario e all’infiammazione, e non al CB1. Questa scoperta ha portato alcuni ricercatori a definirlo un “cannabinoide alimentare”, dato che è presente in cibi comuni come il pepe.
Due precisazioni contano. Primo, il cariofillene non è inebriante: non produce gli effetti del THC. Secondo, la maggior parte degli studi sul suo potenziale antinfiammatorio è stata fatta su colture cellulari e animali. Le prove sull’uomo sono limitate, e le quantità presenti nella cannabis sono piccole. È una molecola davvero interessante, non un trattamento dimostrato. Per la distinzione generale tra composti inebrianti e non inebrianti, vedi la differenza tra THC e CBD.
La storia del pepe nero
Il cariofillene è all’origine di un consiglio popolare: annusare o masticare pepe nero aiuterebbe dopo aver assunto troppa cannabis. L’idea sembra plausibile, ma non ci sono prove solide che funzioni. Ciò che aiuta davvero in quella situazione è spiegato in cos’è un green out e cosa fare.
Per il resto della famiglia dei terpeni, leggi i nostri articoli sul mircene e la panoramica della nostra guida ai terpeni.
Domande frequenti
1. Che odore ha il cariofillene?
Speziato e pepato, con note legnose e di chiodo di garofano.
2. Il cariofillene è un cannabinoide?
È un terpene, ma la ricerca di laboratorio ha mostrato che si lega al recettore CB2, ed è per questo che a volte viene chiamato cannabinoide alimentare.
3. Il cariofillene sballa?
No. Non agisce sul CB1 e non è inebriante.
4. Il pepe nero aiuta davvero dopo troppa cannabis?
È un rimedio popolare senza prove solide.
In breve, il cariofillene è il terpene pepato che la cannabis condivide con pepe nero e chiodi di garofano, notevole perché si lega al recettore CB2 negli studi di laboratorio; promettente per la ricerca, ma né trattamento dimostrato né inebriante. Kush Weed Coffeeshop è un’associazione privata di persone maggiorenni in Carrer de Freixures, nella zona di Santa Caterina, con accesso riservato ai soci registrati previa richiesta e identificazione. Se vuoi sapere come funziona la richiesta di iscrizione, contattaci e te la spieghiamo.